Un’associazione sportiva dilettantistica è un ente associativo che persegue, in forma associata, finalità di interesse generale e il cui scopo è quello di promuovere un’attività sportiva tramite la didattica e l’istruzione della disciplina sportiva nei confronti di persone che non svolgono professionalmente tale attività. L’associazione dovrà organizzare una scuola sportiva o corsi rivolti ad amatori e ad atleti dilettanti e riguardanti l’attività sportiva di riferimento e le eventuali attività sportive connesse.

Le associazione sportive dilettantistiche non hanno scopo di lucro e non possono distribuire, anche indirettamente proventi o utili.

Per ottenere lo “status” di associazione sportiva dilettantistica e poter beneficiare della legislazione  fiscale di favore prevista per gli enti sportivi di questo genere è necessaria l’iscrizione nell’apposito registro internazionale del CONI oltre che l’affiliazione alla Federazione Sportiva di riferimento o, in alternativa, ad un Ente di Promozione Sportiva.

Per la costituzione di un’associazione sportiva dilettantistica è prevista la redazione di uno statuto e di un atto costitutivo in cui siano presenti tutti i requisiti previsti dal Codice Civile, dall’art. 148, c.8 del TUIR e dall’art. 90 della Legge 289/2002. Nello statuto e nell’atto costitutivo dell’associazione devono essere presenti:

  1. la denominazione sociale con la finalità sportiva e la dizione “dilettantistica” e la sede legale dell’Associazione stessa;
  2. l’oggetto sociale con riferimento all’organizzazione di una specifica attività sportiva dilettantistica ritenuta dilettantistica dai regolamenti del CONI, compresa di eventuale attività’ didattica e di aggiornamento;
  3. l’ attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
  4. l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;
  5. le norme sull’ordinamento interno ispirato a principi di democrazia interna e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’ elettività delle cariche sociali;
  6. divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre associazioni sportive nell’ambito della medesima disciplina sportiva;
  7. gratuità degli incarichi degli amministratori con l’ eventuale previsione di remunerazione dei soci istruttori;
  8. l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;
  9. le modalità di scioglimento dell’associazione;
  10. l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di’ scioglimento delle società e delle associazioni;
  11. obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI, nonché agli statuti e ai regolamenti delle Federazioni Sportive Nazionali e dell’Ente di Promozione Sportiva a cui ci si affilia.

Statuto e atto costitutivo devono essere registrati come scrittura privata presso l’Agenzia delle Entrate previa richiesta del codice fiscale dell’associazione presso l’Agenzia stessa e tramite modello AA5/6. Il codice fiscale rappresenta l’elemento identificativo dell’associazione ed è necessario per stipulare contratti e gestire qualunque adempimento fiscale o previdenziale.

Le associazioni sportive possono svolgere mera attività istituzionale e cioè svolgere esclusivamente le attività rientranti nell’oggetto statutario volte al raggiungimento delle finalità sociali oppure affiancare alla medesima un’attività commerciale strumentale a quella istituzionale volta al reperimento dei mezzi finanziari necessari al perseguimento delle finalità istituzionali. Quest’ultima è rivolta a soggetti non associati e consiste in sponsorizzazioni (consistenti in accordi attraverso cui una parte –sponsor-, per avere notorietà pubblica, eroga mezzi economici all’altra parte –sponsorizzato- che si impegna ad effettuare determinate prestazioni per far sì che si realizzi questo ritorno di immagine), pubblicità commerciale, cessione di beni nuovi prodotti per la vendita, cessione di beni nuovi prodotti per la rivendita (quali indumenti, attrezzi, ecc. anche se il prezzo di vendita è inferiore o uguale a quello di acquisto), gestione di un bar e ristorante interno (somministrazione di pasti), gestione fiere o esposizioni a carattere commerciale ecc.

Nel caso in cui un’associazione intendesse svolgere tali attività commerciali è necessario richiedere presso l’Agenzia delle Entrate l’attribuzione di una partita IVA e il successivo invio – per via telematica – del modello EAS, ossia la dichiarazione dei dati e delle notizie fiscalmente rilevanti necessaria per accedere alle agevolazioni fiscali.